Finita l'estate di San Martino. Arriva la neve sull'Appennino
Dopo l'estate di San Martino arriva il calo delle temperature e la neve sull'Appennino.
A spiegare la situazione climatiche che interesserà i prossimi giorni è Redo Fusari dell'Osservatorio Geofisico di Macerata.
"E' cambiata tutta la situazione meteorologica - spiega Fusari - perchè prima le correnti venivano dall'Atlantico e si arricchivano di aria caldo-umida. Il centro depressionario si trovava ad occidente dell'Italia e l'Appennino faceva da barriera: noi avevamo temperature accettabili senza piogge. Ora questa depressione si è attenuata come forza attrattiva e sono prevalse le correnti che vengono dal continente Europeo, attraversano prima la parte Nord-Orientale dell'Europa e arrivano da noi.
Sono correnti più asciutte e più fredde - spiega - e questo sta dando luogo ad un calo delle temperature progressivo che si intensificherà nei prossimi giorni. Ci stiamo così riportando a temperature più consone dell'autunno. Dopo l'estate di San martino arriva il livello termico consono al periodo, addirittura le temperature arriveranno al di sotto della norma con massime intorno ao 10 gradi e nevicate sopra gli 800 e 1000 metri che riguarderanno il nostro Appennino.
Da noi, dalla collina fino alla costa, ci saranno piogge non abbondanti che insisteranno per tutta la prossima settimana".
Giulia Sancricca
Consiglio comunale aperto. Le risposte di Pezzanesi
A chiusura della seduta straordinaria del consiglio comunale aperto, durato quasi sei ore, è arrivato l'intervento del primo cittadino di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi che, con molta calma e pacatezza ha risposto ai quesiti e alle polemiche sollevate dagli interventi precedenti.
La prima risposta è andata al terremotato che vive nei container. La presidente del Comitato 30 ottobre, Flavia Giombetti, aveva fatto notare come il sindaco non avesse applaudito all'intervento del tolentinate e il sindaco ha detto: "Non l'ho fatto perchè con Michelini ci sentiamo quasi quotidianamente e conosco bene il suo problema come quello degli altri terremotati che attendono risposte sugli appartamenti pignorati. Insieme ai consiglieri Cicconetti e Ceselli ci siamo recati alla Banca Intesa Sanpaolo per risolvere la questione e nelle prossime ore potremmo avere le risposte e le soluzioni che aspettavamo. Pare anche che ci siano dei privati ad effettuare dei lavori".
Pezzanesi ha risposto anche in merito alle situazioni degli altri appartamenti. Gli unici per cui ancora si sta cercando di risolvere il problema sarebbero quelli di via Roma.
Nel ringraziare Mary Zampera, rappresentante dell'istituto Filelfo che ha sottolineato l'impegno dell'amministrazione nel trovare subito dopo il sisma una sede per le scuole superiori, Pezzanesi ha annunciato il completamento del progetto per il nuovo campus da parte della Provincia.
Ferma anche la risposta all'ex presidente del consiglio, Mauro Sclavi che suggeriva di utilizzare l'Hotel Marche al posto dello stabile in contrada Rancia: "Oltre ad essere una struttura fatiscente da sitemare - ha detto il sindaco - a Santa Lucia è in corso un progetto di riqualificazione delle Terme e non è il caso di usufruire di una struttura che rientra nell'obiettivo di rilanciare il turismo termale".
Stesse motivazioni per la proposta del consigliere dem Gianni Corvatta di installare le Sae nella zona Le Grazie: "L'emergenza è iniziata due anni fa - ha risposto il sindaco - ma non finirà domani. Mettere le Sae in quella zona significava fermare la riqualificazione di un punto della città in epsansione".
Sulle dimissioni e sulle elezioni anticipate il sindaco ha concluso: "Non si andrà a votare prima del 2022. Se lo si farà non sarà colpa del sindaco ma di qualche assessore o consigliere che sarà venuto meno alla promessa fatta alla cittadinanza".
L'argomento sarà approfondito nella prossima edizione de L'Appennino Camerte
Giulia Sancricca
Procedono i lavori di messa in sicurezza della cattedrale, per garantire la riapertura di piazza Cavour
Ridotto il numero delle perimetrazioni del centro storico di Camerino. E' quanto hanno concordato USR, Unicam, Arcidiocesi e Comune di Camerino, nel corso della prima riunione 'operativa' del tavolo permanente della Ricostruzione, presenti il sindaco Pasqui e il vicesindaco Lucarelli. Una scelta che permetterà di snellire i tempi e di intervenire sulle specificità di un'area con caratteristiche particolari. Previste inizialmente nel numero di sei, le perimetrazioni del cuore della città, sono state ridotte a quattro. Come richiesto dall’arcidiocesi, rappresentata al tavolo dall’ing. Carlo Morosi e dall’università di Camerino che era rappresentata dal prorettore vicario Leoni e dal prorettore Spaterna, nell'ottica di una più veloce restituzione alla comunità della piazza e dei suoi edifici più rappresentativi (Palazzo Ducale, Cattedrale e Palazzo Arcivescovile, Palazzo Comunale e teatro Marchetti), la scelta condivisa, prevede l’esclusione dalle perimetrazioni dell'area di Piazza Cavour che ricomprende anche Palazzo Bongiovanni.

“ Credo che possiamo dire di aver raggiunto un ottimo risultato – dichiara l’ing. Morosi- . Quella progettualità che era stata proposta dall’allora arcivescovo Brugnaro e che il nuovo vescovo Massara ha condiviso e sollecitato, in realtà è stata approvata all’unanimità, trovando concorde anche l’USR. Lo stesso ingegnere Cesare Spuri, è arrivato al tavolo presentando una proposta che ricalcava un po’ il progetto da me redatto, per pervenire celermente alla riapertura di piazza Cavour. Il progetto- continua Morosi- prevede appunto l'esclusione dalla perimetrazione della parte prospiciente la piazza e delle vie sottostanti la cattedrale. La nuova conformazione della perimetrazione è stata pertanto consegnata e proposta al tavolo dall’USR; insieme l’abbiamo discussa per la necessità di verificare che vengano e che verranno fatte anche in futuro delle salvaguardie statiche sui palazzi, considerato che comunque si trovano ad insistere su delle vie di esodo e su una piazza dove la gente si riunisce. Ci si è dunque accertati che nulla cambiasse rispetto ai parametri di sicurezza richiesti all’interno delle perimetrazioni e, una volta accertato che nulla differiva rispetto alla normativa sismica, si è condivisa l’uscita di quell’area dalla perimetrazione, tenuto conto che quella zona ha comunque sufficienti e larghe vie di fuga e doppi sensi che garantiscono l’entrata e l’uscita. Tutto questo-spiega l’ing. Morosi- permetterà in futuro di poter iniziare subito le progettazioni dei palazzi, sia di proprietà pubblica che privata in quell’area della piazza, quindi, di poter dar luogo successivamente, riaperta piazza del duomo, anche ai cantieri per la ricostruzione. E’ bene precisare tuttavia che quelle del tavolo permanente della ricostruzione condivise dagli enti, sono comunque delle proposte e delle consultazioni che dovranno poi seguire il regolare iter burocratico, fatto delle necessarie delibere e decreti da parte del Comune, con la presa visione e il diritto di osservazioni da parte dei cittadini. In pochi giorni – osserva ancora Morosi- siamo riusciti insieme a raggiungere un buon risultato: la riunione del primo tavolo aveva prodotto solo la presa d’atto della progettualità e , il successivo summit ’operativo’ è approdato all’accettazione alla quale , manca soltanto ormai l’atto formale burocratico che la ufficializza”.

In piazza Cavour, procedono intanto i lavori di nuova messa in sicurezza dei campanili della cattedrale che avevano subito un aggravamento in seguito alla forte scossa dell’aprile scorso e di quelle parti che non erano state mai interessate da alcun puntellamento. “ L’operazione- spiega il direttore dell’ufficio ricostruzione dell’arcidiocesi - è indispensabile proprio al fine della successiva riapertura della piazza dove comunque tutti gli altri palazzi sono già stati messi in sicurezza e puntellati. Una volta che l’impresa avrà completato la messa in sicurezza, sarà necessario un atto ufficiale del comune che attesti l’avvenuta messa in sicurezza della piazza per dare modo, sia ai cittadini di potervi accedere liberamente, sia ai tecnici di poter iniziare le progettazioni dei palazzi che, come concordato, non verranno più interessati dalla perimetrazione”.
C.C.

Francesco Vignati illumina il teatro
Impegno, studio, costanza, talento, passione. I lavoratori dello spettacolo conoscono bene queste parole perché le praticano ogni giorno. Accanto a loro c’è un esercito che consente a chi è di scena di affrontare il palco nel migliore dei modi, curando ogni singolo aspetto. Uno di questi è Francesco Vignati. Lui disegna le luci per donare quella magia che solo uno spettacolo sa regalare. Francesco è di San Severino. Dopo la scuola inizia il suo percorso come assistente tecnico luci, poi si forma, diviene tecnico luci e nel 2010 lavora nel tour di Francesco De Gregori e dei Litfiba. Diviene disegnatore luci e collabora con cantanti del pop italiano come Alexia, Paolo Meneguzzi, Zero Assoluto. L’incontro che segna il suo destino professionale è quello con Saverio Marconi, regista della Compagnia della Rancia con cui collabora in numerosi musical che gli hanno consentito di calcare palchi italiani ed esteri. Per Compagnia della Rancia collabora a Il giorno della tartaruga,A Chorus Line, Pinocchio il grande musical, nel quale lavora in sinergia con Valerio Tiberi al disegno luci (tour internazionale in Corea 2009, tour italiano 2009/10, Kaye Playhouse di New York ottobre 2010), Grease, Cats, Rain Man,Happy Days, Frankenstein Junior e molti altri spettacoli dal vivo. Nel 2016 firma le luci di Footloose il musical, regia di Martin Michel e Le Avventure di Alice nel Paese delle meraviglie regia di Chiara Noschese. Nel 2015 e nel 2016, Francesco è assistente al disegno luci per Grease regia di Saverio Marconi, per Dirty Dancing Italia e UK tour, regia di F. Bellone, per La Febbre del Sabato Sera regia di Claudio Insegno, per American Idiot regia di Marco Iacomelli. Negli anni Francesco firma il disegno luci di tanti spettacoli. Non si ferma, vive a Milano anche se vorrebbe trascorrere più tempo nella sua San Severino. Ama la sua regione, ricca di teatri storici che potrebbero accogliere rappresentazioni prestigiose ancora più di quanto faccia. Oggi Francesco è impegnato nel disegno luci dello spettacolo “Pesce d’aprile”, che debutterà il prossimo 30 novembre al Teatro Lauro Rossi di Macerata. Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico scritto da Daniela Spada e Cesare Bocci, il testo racconta come anche una brutta malattia può diventare un atto d’amore. Protagonisti sul palco Cesare Bocci, che firma anche la regia e Tiziana Foschi. Contemporaneamente a questa tournèe, Francesco torna ad illuminare, questa volta come lighting designer, “A Chorus Line”, originariamente ideato, diretto e coreografato da Michael Bennett, in questa versione italiana la regia è firmata daChiara Noschese. Il “Re dei Musical”, così chiamato perché dopo il debutto nel 1975 rimase in cartellone a Broadway per 15 anni, avrà le coreografie originali, riprodotte fedelmente da Fabrizio Angelini. L’orchestra dal vivo farà immergere lo spettatore come dentro al palco, immaginando di essere uno di quei ballerini che vogliono farcela ad aggiudicarsi un ruolo di linea nel prossimo spettacolo. Come loro, dietro le quinte altri protagonisti senza luci di scena, sapranno regalare quella atmosfera unica di uno spettacolo dal vivo. Anche questa volta Francesco Vignati ci sarà.
g.g.
“Suoni per la rinascita” la Form suona per i bambini di Caldarola
"La musica racconta - Suoni per la rinascita". È questo il titolo del progetto che l'Orchestra Filarmonica Marchigiana porta avanti da tre anni negli istituti dei paesi colpiti dal sisma.
Ri…APRE la biblioteca comunale di Sarnano

Ussita rinuncia al villaggio di Natale. “Non abbiamo raggiunto il budget”
Sfuma il sogno del villaggio di Natale. Ussita voleva provare a ripartire, a riportare gente nel paese con una pista di pattinaggio sul ghiaccio e un villaggio di Natale da allestire nella piazza dei Cavalieri, con mercatini, allestimenti e illuminazione a tema. Un progetto della Proloco Ussita 7.1 che però per quest’anno dovrà rinunciare. La ragione? Non è stato raggiunto il budget necessario.
“Comunichiamo con rammarico - scrivono sulla loro pagina Facebook - che dobbiamo rinunciare al nostro progetto del villaggio di Natale con la pista sul ghiaccio poiché non abbiamo raggiunto il budget necessario. Ringraziamo comunque i privati che si sono interessati credendo nel nostro progetto e facendo delle donazioni. Ringraziamo anche l’architetto che ci ha aiutato gratuitamente con il progetto. Purtroppo chi avrebbe potuto aiutarci con maggior contributo economico e morale non lo ha fatto perché non credeva nel nostro progetto”.
Dunque il Natale di Ussita sarà dedicato ai bambini con l’arrivo di Babbo Natale e della Befana che porteranno i regali.
“Chiunque abbia già fatto una donazione - concludono - può contattarci in privato per richiedere la restituzione della somma donata o, darle una diversa destinazione. Non ci arrendiamo e l’anno prossimo proveremo di nuovo a realizzare il nostro sogno per la nostra Ussita sul ghiaccio”.
g.g.
A Caldarola si ricomincia con “Patre pe’ procura”
Primo dei tre gli appuntamenti in programma per la rassegna Dialettiamoci8, sabato 17 alle 21.15, a Caldarola, nella sala polivalente Tonelli.
Il Teatro club Gubinelli di San Severino Marche porterà in scena la commedia “Patre pe’ procura” di Amedeo Gubinelli, per la regia di Alberto Pellegrino.
Si tratta di un’opera sperimentata da tempo, ricca di spunti, scritta sapientemente da un sacerdote che ben conosceva l’animo umano, interpretata magistralmente dagli attori settempedani. Dalle note di regia:
“La solitudine dei sentimenti. Questa commedia, scritta nel 1980, può essere considerata il capolavoro della drammaturgia di Amedeo Gubinelli e uno dei migliori testi del teatro dialettale marchigiano del Novecento. L’autore ha scritto: “Ho voluto mostrare la vita quotidiana di un prete, i suoi problemi, le sue difficoltà, il piccolo mondo che circonda la parrocchia”. Per raggiungere questo scopo Gubinelli non trascura nessuno degli elementi che caratterizzano una vicenda circoscritta a un piccolo paese della provincia marchigiana: un bambino abbandonato da ignoti genitori; l’aristocratica altezzosa ed egoista, madre di un nobile di provincia conquistatore a buon mercato; una domestica scorbutica e materna; un sacrestano intrigante e fedele, una stagionata Figlia di Maria, zitella per forza e beghina per vocazione. Sembra a prima vista una commedia di costume con qualche velata intenzione educativa, come spesso accade nel teatro di Gubinelli. Il testo, a una seconda lettura, mostra notevole profondità sul piano sentimentale, psicologico e letterario, la quale conferisce un valore aggiunto che sta alla base del successo di pubblico riscosso da questa commedia. Per prima cosa emerge dal testo una totale identificazione tra il sacerdote-autore e il sacerdote-protagonista, perché identiche sono le emozioni e le motivazioni che ha provato nella vita quotidiana e che ora rivivono sulla scena. Alla base di questa vicenda c’è un sentimento di solitudine umana, ben diversa dalla solitudine spirituale che ha una sua sublimazione nella fede. Si tratta di una solitudine che affligge l’uomo-sacerdote, il quale è chiamato dal suo mandato a esercitare la carità e a donare amore a tutti fino a rischiare di restarne privo per sé. Il protagonista avverte dentro di sé un bisogno di paternità e di affetto che costituiscono dei sentimenti naturali per ogni uomo, sentimenti che percorrono questa storia di un sacerdote tanto coraggioso da sfidare le autorità ecclesiastiche e la comunità parrocchiale per tenere presso di sé un “figlio di nessuno”. Sulla base di quest’analisi, senza rinunciare a quanto di divertente la commedia contiene, si è scelta una chiave di lettura più interiore e meno “scanzonata”, che in alcuni passaggi appare persino avvolta in un sottile velo di malinconia, decisa a dare libero sfogo ai sentimenti. Prende così corpo la figura di un sacerdote che è anche un uomo assalito dai ricordi della sua giovinezza, che si trova improvvisamente al centro di una storia turbolenta fatta di sospetti, di pettegolezzi, di gravi accuse morali, di calunnie tendenti a ledere la sua dignità. Egli, con l’ingenua semplicità di chi si affida all’amore ispirato dal Cristo, decide di sfidare l’ambiente sociale, i suoi superiori, i potentati locali, scegliendo di diventare un “patre pe’ procura”, capace di vivere fino in fondo la bella avventura della paternità. Avrà al suo fianco la solidale presenza del sacrestano e soprattutto dell’arcigna domestica, non solo custode-tiranna dell’onorabilità della parrocchia, ma anche “matre pe’ procura” di quell’uomo che rischia di essere travolto dal suo atto d’amore. Dalla coraggiosa decisione di Don Piero, nasce così una nuova e un po’ strana famiglia attraversata da una fresca ventata di speranza: ora l’uomo e il sacerdote non saranno più soli, ma avranno accanto delle piccole mani che accarezzeranno il suo volto”.
Ritorna il concorso, come per le passate edizioni: a votare la migliore commedia presentata sarà solo il pubblico.
La rassegna è organizzata dalla compagnia teatrale Valenti, con la collaborazione dei 5Comuni ed il sostegno di Banca di Macerata, Oro della Terra e ASSM-Terme di S. Lucia di Tolentino.

Circa 500 persone all'evento di lancio del nuovo Corso in Scienze Gastronomiche Unicam
Circa 500 persone, hanno gremito l'auditorium Benedetto XIII per l'evento di lancio del nuovo Corso di Laurea dell'università degli studi di Camerino. Protagonista della serata, il giovane vincitore di MasterChef, Simone Scipioni che ha incantato il pubblico con la sua lezione di creatività e per la sua spontaneità . Un'occasione speciale per un pubblico di giovani studenti, per le stesse matricole del corso in Scienze Gastronomiche che insieme a tanti camerinesi, hanno seguito con interesse le spiegazioni e l'interpretazione personale che il ventiduenne di Montecosaro, ha voluto dare al suo menù.

Nel trarre ispirazione dal territorio, attraverso l’utilizzo di materie prime d'eccellenza, l'abile cuoco si è cimentato ai fornelli proponendo piatti che hanno trovato sintesi nella libera inventiva. Partenza dalla nuova pasta Hammurabi di casa Maccari condita con un sugo a base di ciauscolo IGP, pomodorini e zafferano locale, quindi, passaggio al secondo a base di pregiato pesce d’acqua dolce della troticoltura Rossi, servito sotto forma di zuppa, utilizzando latte, mele dei Sibillini e lenticchie. Un vero trionfo di profumi e sapori, per una coinvolgente serata il cui successo è andato oltre ogni aspettativa. A dare man forte all'evento di Unicam hanno contribuito gli istituti alberghieri di Cingoli, Loreto, Porto Sant'Elpidio, San Benedetto del Tronto. E fintanto che il percorso gourmand prendeva vita, invitati a salire sul palco dal brillante Maurizio Socci, si sono alternati al microfono il rettore Claudio Pettinari, il Responsabile del Corso di laurea in Scienze gastronomiche Gianni Sagratini, il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui, e il delegato dell'Accademia della Cucina Italiana di Macerata Ugo Bellesi. Per esprimersi al meglio delle sue potenzialità, ll'estro gastronomico non ha potuto fare a meno delle rinomate aziende del settore agroalimentare del territorio, già da anni protagoniste di una stretta e preziosa collaborazione con l'università di Camerino che ha permesso ai loro prodotti, di raggiungere risultati innovativi e competitivi . "Condividere le conoscenze e il frutto delle nostre ricerche, è per noi fondamentale - ha detto il rettore Pettinari - Da diversi anni, svolgiamo studi e ricerche nel settore agroalimentare, sempre cercando di valorizzare i prodotti di questo meraviglioso territorio. Gli imprenditori sanno che quando si rivolgono al nostro ateneo per un'attività di studio o di analisi, se siamo in grado di farlo, la risposta è sempre al massimo livello. Questa sinergia consente di migliorare la nostra ricerca e, al nostro territorio, di essere competitivo in un settore che il nostro ateneo ha identificato come possibile volano per la ripresa. La risposta del numero degli iscritti al nuovo corso di laurea, sta confermando che la nostra idea e la nostra visione è quella giusta. Ora, sta a noi non deludere le aspettative e sono sicuro che saranno gli stessi studenti ad aiutarci a migliorare negli anni questo percorso, del quale ho la certezza che sarà sempre più ricercato".

A portare il saluto dell'amministrazione e della cittadinanza, il sindaco Gianluca Pasqui che nel suo intervento ha inteso sottolineare il ruolo svolto dall'ateneo e dalla sua governance, nell'accrescere la qualità e l'attrattività degli studi a livello nazionale e internazionale. " Una grande soddisfazione per l'intera comunità salutare un nuovo corso di laurea che riteniamo fondamentale per guardare allo sviluppo di questo territorio e ringrazio in particolare il prof. Sagratini per l'impegno e le competenze che investe nell'essere garante di un percorso che sarà di sicuro successo e che , più di ogni altro, si integra con quella che deve essere la crescita di questa terra, passando per il turismo, la salvaguardia delle nostre eccellenze imprenditoriali che, oggi più che mai, dobbiamo guardare come fondamentali per la certezza di un futuro". Invitando ad applaudire i ragazzi che hanno creduto fortemente nelle Scienze gastronomiche, il responsabile del corso di laurea Gianni Sagratini, ha a sua volta evidenziato il peso che studio e ricerca imprimono alla valorizzazioine di un prodotto: " Quando si attesta la qualità di una produzione, si può andare a promuoverla e a veicolarla. Il legame azienda, impresa e università, è dunque cruciale per la valorizzazione di qualsiasi prodotto alimentare. E' questo il leit motiv che guida lo show cooking di questa sera e tutto il nuovo corso di laurea di Unicam. Ad oggi abbiamo 120 studenti immatricolati e le iscrizioni continuano ad arrivare, sia dai giovanissimi, sia dalle persone che già ruotano e lavorano nel mondo dell'enogastronomia". Dopo l'intervento dell'esperto Ugo Bellesi, servito a sfatare erronee attribuzioni relative alle diverse etimologie con cui si è cercato di spiegare l'origine del termine ciauscolo o ciabuscolo che dir si voglia, la parola è passata ai fornelli e all'invitante conclusione con degustazione. L'apprezzamento unanime per le raffinate pietanze, unito alla simpatia e bravura del giovanissimo cuoco, hanno siglato nel migliore dei modi un altro entusiasmante segnale della capacità continua di innovarsi di una storica università.
Le aziende coinvolte: Pasta di Camerino, Antica Gastronomia, Giardino delle farfalle, Rossi Trote, Cantine Belisario, Esseoquattro, Nuova Simonelli, Distilleria Varnelli, Fertitecnica, Mela Monti Sibillini, Sabelli, Frantoio Piceno, Fileni, Francucci, oltre che la ditta Stacchiotti &Ricciardi che ha supportato l’evento ed ha messo a disposizione la cucina mobile.
Carla Campetella


Nella fotto sotto, Simone Scipioni e alcuni studenti del nuovo corso di laurea



Operativo il tavolo permanente ricostruzione.Condivisi, documento direttore ed esclusione piazza da perimetrazioni
Si è tenuta la prima riunione operativa del tavolo permanente della ricostruzione istituito dal Comune di Camerino. All'ordine del giorno l'esame delle perimetrazioni, con i convenuti (USR, Unicam, Arcidiocesi e Comune di Camerino) che hanno concordato di procedere su quattro stralci per quanto riguarda il centro storico. Una divisione, come ha spiegato l'ingegner Cesare Spuri, che si rende opportuna alla luce delle diverse caratteristiche che il centro storico di Camerino presenta. "Suddividere le aree – ha aggiunto Spuri, precisando di aver parlato della questione anche con il commissario Farabollini – permette di snellire i tempi e, soprattutto, di intervenire proprio sulle specificità".

"Per quanto riguarda il coordinamento tra i professionisti che si occuperanno delle quattro aree del centro e delle altre delle frazioni – ha spiegato il sindaco Pasqui – l'indirizzo condiviso è quello di procedere, appena possibile, ad un incarico per la redazione di uno strumento direttore, con il professionista individuato che sarà chiamato anche a raccordare il lavoro di tutti". Sarà invece esclusa dalle perimetrazioni, così come richiesto dall'arcidiocesi di Camerino (rappresentata dall'ing. Morosi) e da Unicam (rappresentata dal prorettore Vicario, Leoni, e dal prorettore Spaterna), l'area di Piazza Cavour che comprende anche Palazzo Bongiovanni. Una scelta, questa, condivisa da tutti i partecipanti al tavolo permanente della ricostruzione, nell'ottica di una più veloce restituzione della piazza e dei suoi edifici più rappresentativi (Palazzo Ducale, Cattedrale del Duomo e Palazzo Arcivescovile, Palazzo Comunale e teatro Marchetti) alla comunità.
"Nei prossimi giorni – ha concluso il sindaco Gianluca Pasqui – non appena saranno pronte all'USR i nuovi elaborati e l'atto interlocutorio che saremo chiamati ad approvare in consiglio, sarà mia premura convocare una conferenza stampa per illustrare, con l'ausilio di disegni e documenti ufficiali, il programma di lavoro concordato"

